[Page 7]

Riproducibilità e limiti dell’analisi della FE

Tabella 02 - Riproducibilità di volumi e frazione d'eiezione VS
Tabella 2 – Riproducibilità di volumi e frazione d’eiezione VS

Barbier P. Reliability and feasibility of longitudinal AFI global and segmental strain compared with 2D left ventricular volumes and ejection fraction: intra- and inter-operator, test–retest, and inter-cycle reproducibility. Eur Heart J  Cardiovasc Imaging 2015.

Ma quanto è riproducibile la nostra frazione d’eiezione biplana ?

La riproducibiltà è ottima. Ci sono voci critiche, ma spesso vengono inclusi in alcune serie operatori che in realtà non hanno fatto una completa curva d’apprendimento.
Questa è una nostra analisi (eseguita presso il Centro Cardiologico Monzino di Milano), all’interno di un lavoro di confronto delle riproducibilità del 2D (volumi e frazione d’eiezione) e deformazione parietale longitudinale.
In questa Tabella 2 sono riportati i valori per le variabili 2D volume telediastolico (EDV), telesistolico (ESV), e frazione d’eiezione biplana (EF). Da sinistra a destra in tabella sono riportati i valori di Bias, Coefficiente di Ripetibilità (CR), errore percentuale medio (MPE), e coefficiente di variazione (CV) per le variabilità (dall’alto in basso) Intra-operatore, Inter-operratore, inter-ciclo (tra differenti cicli R-R) e test-retest (esame ripetuto a distanza di 20 minuti).

La riproducibilità è migliore per il volume telediastolico, seguito dalla frazione d’eiezione, entrambi migliori rispetto al volume telesistolico. Stiamo comunque parlando di un’ottima riproducibilità, peraltro superiore rispetto alla maggior parte delle serie pubblicate in precedenza.

Analisi statistica:
Bias= media delle differenze tra 2 serie di misurazioni.
CR= deviazione standard del bias x 1,96.
MPE= differenza media assoluta tra le misurazioni diviso la media delle misurazioni x 100. CV= Deviazione standard delle varianze medie diviso la media delle due serie di misurazioni.

Tabella 03 - Limiti dell'analisi della frazione d'eiezione biplana
Tabella 3 – Limiti dell’analisi della frazione d’eiezione biplana

E’ bene ripetere alcune fondamentali osservazioni per quanto riguarda la valutazione della frazione d’eiezione biplana (Tabella 3).

Bisogna sempre tenere a mente che è influenzata dal precarico – e quindi per sempio dalla presenza di rigurgito mitralico – e ancora di più dal postcarico (p.e. la pressione arteriosa).

Deve essere sempre utilizzato il metodo biplano che correla meglio con le tecologie 3D.

La gittata sistolica riflette meglio della frazione d’eiezione lo status emodinamico del paziente, e quindi bisogna sempre eseguire in parallelo entrambe le misure. Un’altra considerazione fondamentale è che solo eseguendo routinariamente la misurazione biplana della frazione d’eiezione è possibile completare la necessaria curva d’apprendimento da una parte, e mantenere la competenza dall’altra.

[Back to Index]