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Misurazione della gittata VS

Questi sono i determinanti della gittata sistolica (Figura 13): questa dipende dai determinanti dell’accorciamento miocardico e dal volume telediastolico VS. Moltiplicandola per la frequenza cardiaca otteniamo la gittata cardiaca che, assieme alle resistenze vascolari sistemiche, determina la pressione arteriosa.
Cos’è il precarico: è il volume telediastolico VS, prodotto dalla funzione diastolica, e con una importante influenza sulla funzione sistolica. Quindi lo misurate quando andate a calcolare la vostra frazione d’eiezione biplana.
Il postcarico, nella sua formulazione più semplice è la pressione sistolica sfigmomanometrica, che dobbiamo quindi tenere sempre in considerazione perché la frazione d’eiezione è molto influenzata dal postcarico (reciprocamente), tanto che variazioni di postcarico nel nostro paziente (durante il follow-up) possono modificare la funzione sistolica indipendentemente dalla contrattilità, come vederemo.
E arriviamo alla gittata VS, che non è la stessa cosa della frazione d’eiezione: è importante considerare anche questo parametro, specie se stiamo parlando di scompenso cardiaco. Considerate il classico caso di un paziente con scompenso cronico, severa dilatazione VS (250 ml) e severa riduzione della funzione sistolica (FE= 26 %), che vi arriva in ambulatorio, magari ha fatto anche le scale e vi dice che tutto sommato “non gli manca molto il fiato”. Perché il paziente è in classe NYHA II pur con una FE= 26% ? Perchè la gittata sistolica è ancora normale (e naturalmente anche le pressioni di riempimento): a quel ventricolo molto dilatato basta poco accorciamento radiale per produrre una gittata di 60 ml, e stare sopra la soglia dei 35 ml/m2 (limite della riduzione della gittata sistolica VS).


A sostegno dell’importanza della valutazione ecocardiografica della gittata sistolica VS, vediamo questa analisi eseguita in Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (Tabella 4). La gittata sistolica era l’unico parametro ad essere associato in maniera indipendente con la mortalità. Vedete il valore di cutoff= 35 ml/m2 ? Questo è un parametro da ricordare in quanto presente anche in diverse Linee Guida per definire una situazione di bassa gittata (basso flusso) (p.e. nelle Linee Guida di gestione della stenosi aortica). Questa relazione tra gittata e mortalità è indipendente dalla frazione d’eiezione. Nei nostri pazienti ci deve preoccupare di più una riduzione di gittata che una riduzione di frazione d’eiezione.
Quindi la gittata è importante, ma quanto accurata e riproducibile è la sua stima in ambito ecocardiografico ?
Quest’altro lavoro (Figura 14 A e B), come tanti altri (questo è tra i più recenti) ci dice che la misura della gittata sistolica VS con il metodo ecocardiografico è accurata, in questo caso specifico nel paziente in condizioni critiche, che poi è la situazione dove questo parametro è maggiormente utile. Vedete che la disperzione dei punti attorno alla retta è contenuta, nel raffronto tra emodinamica invasiva ed emodinamica noninvasiva ecocardiografica, sia per le misurazioni assolute (A) che per le variazioni del parametro (B).


Accuratezza della stima della gittata sistolica
Mercado P et al. Transthoracic echocardiography: an accurate and precise method for estimating cardiac output in the critically ill patient. Criical Care 2017;21:136