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Deformazione parietale (strain): metodologia

Figura 37a - Quadrato di campionamento del software
Figura 37 A – Quadrato di campionamento del software
Figura 36 – Proeizione apicale 4-camere
Figura 37bc -  Gli speckles miocardici
Figura 37 B e C – Gli speckles miocardici

Come funziona l’analisi della deformazione (strain) parietale longitudinale ?

L’analisi viene fatta in ciascuna delle 3 proiezioni apicali (4-camere, 2 camere e 3-camere) dell’esame 2D. I software di calcolo possono analizzare l’immagine 2D nativa in scala di grigio “raw” o DICOM (Figura 36). L’analisi si chiama “speckle tracking” in quanto all’interno di quadrati di circa 8 x 8 mm (Figura 37 A: a livello del setto i.v. basale) vengono rilevati gli “speckle” miocardici – in italiano “granulosità” – che hanno una distribuzione unica nei singoli settori di tessuto (Figura 37 B), e sono disposti in maniera casuale (random). Gli speckle sono causati dalla riflessione, dispersione (scattering) ed interferenza degli ultrasuoni con il tessuto miocardico.

Il software analizza l’andamento (pattern) di distribuzione di questi speckle nel quadrato di analisi e poi segue lo spostamento della zona di interesse nel corso del ciclo cardiaco (Figura 37 C), stabilendo così dei vettori di contrazione e rilasciamento del miocardio. Quando il miocardio si accorcia (contrazione), la distanza tra le aree di speckle si riduce e la deformazione ha un segno negativo.

Quando invece il miocardio si allunga (rilasciamento in diastole o distensione ischemica in sistole) segno è positivo. Ci sono altri metodi commercializzati per il calcolo dello strain in ecocardiografia (per esempio con analisi limitata al solo endocardio invece che transmurale), ma questo è il metodo principale. Infine, la deformazione è calcolata come %: [valore inziale (telediastole) – valore finale (telesistolico)] / valore iniziale x 100.

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