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In Figura 28, 2 esempi di analisi Doppler tessutale dell’annulus mitralico in un paziente con stenosi valvolare aortica e normale frazione d’eiezione (A-B), ed in un paziente con cardiomiopatia dilatativa, moderata riduzione della frazione d’eiezione (41 %) e lieve incremento delle pressioni di riempimento stimate (C-D). Il paziente con stenosi aortica mostra un picco settale di s’= 4 cm/s e laterale di 10 cm/s, ottenendo una media= 7 cm/s, ridotta.
Quindi siamo in presenza di una inziale riduzione della funzione sistolica VS lungo il vettore longitudinale, e siamo nel quadrante C inferiore di destra del grafico a Pagina 17. Il paziente con cardiomiopatia dilatativa invece mostra una marcata riduzione del valore medio di s’ (4 cm/s), come d’altrode atteso in una cardiomiopatia dilatativa con moderata riduzione della frazione d’eiezione VS.
Nelle Figure 29 (da A a F) vediamo un altro esempio di analisi per il follow-up di un paziente di 55 aa. con diagnosi di cardiomioaptia dilatativa severa (in possibile miocardite) e severa dilatazione (VTD), riduzione della frazione d’eiezione, diffusa ipocinesi parietale, gittata conservata (TEVSi), lieve-moderata dilatazione atriale sinistra (AS), incremento delle pressioni di riempimento VS (E/e’) e normale pressione sistolica polmonare (PSVD) (Figura 29 A-B e E).
Le velocità di picco sistolica e protodiastolica Doppler tessutale sono entrambe marcatamente ridotte (Figura 29 E). Nelle Figure C-D ed F – in corso di terapia ed a distanza di 2 anni – notiamo una normalizzazione della frazione d’eiezione (da 26% a 62%), del volume telediastolico (da 220 a 77 ml) e delle pressioni di riempimento sitmate VS (E/e’ da 24 a 10).


Al ricovero:
VTD= 220 ml
FE= 26 %
TEVSi= 22 cm
E/e’= 24
AS= 44 ml/m2
PSVD= 33 mmHg
Follow-up 2 anni:
VTD= 77 ml
FE= 62 %
TEVSi= 17 cm
E/e’= 10
AS= 37 ml/m2
PSVD= 27 mmHg
Tuttavia, i picchi di velocità s’ ed e’ dell’esame Doppler tessutale (rispettivamente 6 e 7 cm/s) sono migliorati ma rimangono entrambi significativamente ridottti (Figura 29 F). Quindi, nonostante il recupero della funzione sistolica globale, la funzione longitudinale rimane alterata, segno di un incompleto recupero funzionale. Ed è a questo aspetto che si riferiscono le ultime Linee Guida europee sullo scompenso laddove si suggerise di usare il termine “remissione” invece di “guarigione” in presenza di recupero della frazione d’eiezione, per sostenere il concetto di non sospendere la terapia in corso.