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Funzione longitudinale VS: l’ esame Doppler tessutale


In Figura 26 A e B un esempio di Doppler tessutale dell’annulus mitralico (settale e laterale in proiezione 4-camere), di buona qualità tecnica, in un soggetto normale.
Notate il profilo con una banda di velocità stretta e ben definita, con l’inizio e la fine delle onde molto ben demarcate, senza artefatti. Si riconoscono facilmente le diverse onde: 2 picchi sistolici separati (s’1 e s’2: proto e tele-sistolico) e le onde e’ ed a’. I picchi sistolici sono generalmente 2, non sono ancora noti i meccanismi che determinano la doppia onda sistolica (la freccia rossa indica l’incisura tra le 2); viene misurato il picco prevalente.
Quando noi misuriamo la funzione longitudinale sistolica calcolando la media dei picchi sistolici laterale e settale, è evidente che facciamo una grossolana approssimazione della funzione longitudinale globale VS, in quanto questi 2 picchi sono influenzati dalla funzione longitudinale segmentaria del setto i.v. inferiore e della parete laterale basale; mancano all’appello le altre 4 pareti (setto i.v. anteriore e parete posteriore della proiezione 3-camere, e pareti anteriore ed inferiore della proiezione 2-camere). Bisogna tenere ben presente questo limite se siamo in presenza di una cardiopatia ischemica con alterazioni della cinesi segmentaria o se l’estensione dell’ipertrofia è segmentaria, perché sia l’ischemia cronica che l’ipertrofia parietale influenzamo (riducono) la funzione longitudinale.

Il grafico della Figura 27 esemplifica il razionale d’utilizzo in clinica dell’esame Doppler tessutale dell’annulus mitralico per lo studio della funzione longitudinale VS.
In questo piano Cartesiano abbiamo la frazione d’eiezione biplana sull’asse delle ascisse e il picco di velocità sistolica Doppler tessutale dell’annulus mitralico laterale sull’asse delle ordinate. Se dividiamo il grafico in 4 quadranti basandoci sui valori di cutoff di 45% (al 50% abbiamo lo stesso risultato) per la FE% e di 8 cm/s per il Doppler tessutale, possiamo osservare che 3 quadranti sono popolati di punti (A, B e C), mentre uno (D) ne è sprovvisto.
Cominciamo dal quadrante A: sono i pazienti con normale frazione d’eiezione VS ed onda s’ del Doppler tessutale. Nel quadrante B invece abbiano i pazienti con rduzione sia della frazione d’eiezione che del Doppler tessutale. Nel quadrante C sono posizionati i pazienti più interessanti dal punto di vista dell’utillizzo dell’esame Doppler tessutale: sono i pazienti con normale frazione d’eiezione biplana ma ridotto Doppler tessutale, quindi sono i pazienti con normale funzione globale VS ma iniziale riduzione della funzione sistolica VS lungo il vettore longitudinale, non rilevabile con la sola analisi della frazione d’eiezione biplana.
Oggi sappiamo che nella maggior parte della cardiopatie, la funzione sistolica inizia a ridursi prima come funzione longitudinale e solo più tardivamente come vettore radiale e quindi funzione globale. Infine il quadrante D: sono i pazienti con ridotta frazione d’eiezione e normale funzione longitudinale; ma in questo quadrante i pazienti non ci sono proprio perché quando la funzione globale comincia a ridursi, la funzione longitudinale è già ridotta da tempo, non la troverete mai normale (a meno di sbagliare la misurazione).
Ecco l’importanza dello studio della funzione longitudinale in ecocardiografia.