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La frazione d’eiezione biplana
Vediamo come eseguire l’analisi della frazione d’eiezione biplana.
Per iniziare, scegliamo le proiezioni 4-camere e 2-camere con la geometria VS più corretta (= l’asse lungo maggiore) e la migliore risoluzione dell’endocardio. La prima condizione è prioritaria rispetto alla seconda, come vedremo più avanti.
Si comincia con la proiezione 4-camere (Figura 6A) e si procede con la scelta del punto telediastolico. E’ preferibile utilizzare dapprima la traccia ECG per individuare rapidamente la telediastole ventricolare (in corrispondenza del QRS) e per accertarsi che il ciclo prescelto sia rappresentativo nel ritmo prevalente: è necessario in presenza di ritmo sinusale ed extrasistolia che il battito scelto non sia extrasistolico o post-extrasistolico; inoltre, se in presenza di fibrillazione atriale, è necessario che l’ R-R del battito scelto e del battito precedente siano eguali e rappresentativi della frequenza media in atto.
Successivamente, è bene ricercare il frame telediastolico che immediatamente precede la iniziale contrazione di uno dei segmenti miocardici normali.
Si procede quindi al tracciamento della planimetria dell’area VS partendo dall’annulus mitralico laterale o mediale e procedendo in senso rispettivamente antioraio
od orario, seguendo l’endocardio avendo cura di rimanere sopra lo stesso, mantenedo trabecole e muscoli papillari all’interno della cavità VS. Ricordiamoci che l’apice ventricolare normalmente ha un angolo acuto ed ha uno spessore sottile rispetto alle rimaneneti pareti.
Salvata la misura telediastolica, si procede alla ricerca del frame per tracciare l’area telesistolica (Figura 6B).
In questo caso è preferibile non tenere conto delll’onda T dell’ECG – in considerazione dell’ampia variabilità della stessa specie in pazienti con il tracciato ECG patologico – ma ricercare il frame immediatamente precedente l’inizio del rilasciamento di uno dei segmenti miocardici normali. In telesistole, è importante considerare che i segmenti apicali VS non risalgono (“scendono” nella proiezione ecocardiografica) verso la base cardiaca, ma si “accostano”, e quindi che l’accorciamento dell’asse lungo non è prodotto dall’apice, ma dalla discesa in sistole della base cardiaca (in questo caso l’annulus mitralico).
Quando si ripete la procedura con la proiezione 2-camere, è necessario e molto importante confrontare il volume e l’asse lungo telediastolico tra le due proiezioni per capire se la scelta delle proiezioni è stata corretta – ovvero che la geoemtria ventricolare sia stata rappresentata
correttamente. Infatti, in assenza di specifiche situazioni (dilatazione ventricolare destra, aneurismi VS), volumi ed assi lunghi devono avere una minima differenza tra le due
proiezioni, entro 20 ml per il volume telediastolico e 5 mm per l’asse lungo.