[Pagina 4]
Esame TE intraoperatorio
- Funzione bi-ventricolare
- Definizione anatomia / patologia specifica per planning procedurale
- Identificazione anomalie incidentali
Qui siamo leggermente off topic, ma per confronto vediamo succintamente le raccomandazioni per l’esecuzione dell’esame TE di base intraoperatorio.
Nella maggioranza dei casi non viene mai eseguito un esame completo in sede intra-operatoria soprattutto per motivi logistici (mancanza di un operatore dedicato e tempi limitati per l’esecuzione dell’esame prima dell’inizio dell’intervento). Quindi l’operatore deve essenzialmente rispondere ai quesiti posti dal cardiochirurgo.
L’analisi in generale include:
1: la valutazione della funzione VS e destra, con misurazioni simili a quelle richieste per l’esame TT; in questo ambito è importante p.e. identificare una
situazione di bassa gittata (mediante l’analisi con Doppler pulsato dell’efflusso VS) che incrementa significativamente il rischio chirurgico del paziente;
2. la definizione dell’anatomia e alterazioni patologiche specifiche per il planning dell’intervento in corso;
3. e non da ultimo identificare le anomalie incidentali, come p.e. un grosso PFO o un rigurgito aortico significativo, non diagnosticati all’esame TT pre-operatorio, riscontri che possono modificare la strategia chirurgica pianificata la sera prima (cardioplegia, venting, etc). Come può essere importante descrivere le placche in aorta ascendente, che possono porre un rischio di dissezione o rottura aortica in relazione al clampaggio dell’aorta nell’approccio classico in sternotomia.