[Pagina 8]

Ecocardiografia in terapia intensiva post-cardiochirurgica

  • Come estensione dell’esame (fisico) del paziente
  • Quando la valutazione emodinamica di routine non offre una soluzione chiara per la patologia / anomalia specifica

Può essere problematico eseguire ed interpretare uno studio ecocardiografico completo
nel paziente in condizioni critiche

Il succesivo esame TT in Terapia Intensiva deve essere visto come un’ estensione dell’esame fisico del paziente, e qui sottolineo estensione nel senso che l’ esame ecocardiografico andrebbe usato routinariamente: le immagini oggi sono relativamente facili da ottenere con una buona qualità una volta superato – come sempre – un adeguato training.

Il training è importante non solo per l’ottenimento di immagini di qualità, ma soprattutto per la possibilità di poter interpretare adeguatamente la grande quantità di informazioni che possono essere ottenute con l’ecocardiografia, che deve essere oggi considerata come un esame emodinamico non-invasivo

Questo è l’elenco degli argomenti che andremo ad analizzare, che ho titolato “Problemi interpretativi” in

quanto andiamo ad analizzare situazioni che possono comportare problemi metodologici ed errori interpretativi:

Tabella 10. Problemi interpretativi

  • Il problema dell’accuratezza della valutazione della gittata sistolica, basata su un’adeguata metodologia.
  • L’adeguata valutazione con Doppler colore nelle camere a monte (upstream) ed a valle (downstream) dei rigurgiti valvolari per interpretare correttamente la significatività del rigurgito, problema molto delicato in ecocardiografia.
  • La corretta metodologia di esecuzione dell’elevazione passiva degli arti per la valutazione del ritorno venoso.
  • La frazione di eiezione, una “misura precaria”, ho letto in un lavoro: verissimo, la corretta misura della frazione di eiezione è facile solo apparentemente e nasconde molte insidie che portano a interpretazioni errate.
  • La stima della pressione atriale sinistra e della disfunzione diastolica: Pochi si avventurano in questo campo, che dovrebbe far parte della valutazione routinaria della funzione VS. E’ una valutazione complessa, anche qui sono essenziali sia la conoscenza della teoria che una adeguata formazione.
  • La disfunzione ventricolare destra è più difficile da riconoscere rispetto alla disfunzione VS per la complessa geometria del ventricolo destro. E’ necessaria una valutazione sistematica
  • Un profilo Doppler pulsato o continuo contiene una quantità di informazione che spesso è sottovalutata o non riconosciuta.
  • Abbiamo già detto dell’importanza di considerare la possibilità di una ostruzione all’efllusso VS quale causa di una ipotensione / bassa gittata;
  • E’ importante, come in tutte le situazioni di mergenza / urgenza,  l’utilizzo di proiezioni non standard.
  • La visualizzazione del vero apice cardiaco ha importanti implicazioni, per esempio nella corretta misura dei volumi del VS e della cinesi parietale segmentaria, ma anche per la diagnosi di forme atipiche di cardiomiopatia ipertrofica, e per il riconoscimento dei trombi parietali del VS.
  • Importanza della valutazione della vena cava inferiore (= pressione venosa centrale)

[Back to Index]