[Pagina 10]
Misurazione della frazione d’eiezione
- La frazione d’eiezione è molto influenzata da:
- Rigurgito mitralico
- Geometria VS
- Condizioni di carico del VS
- Il metodo Simpson biplano correla meglio con le misure 3D *
- La gittata sistolica rifletto meglio lo status emodinamico (e la sintomatologia) del paziente
- Una ridotta FE non implica necessariamente una ridotta gittata sistolica
* Grossgasteiger et al. Assessment of LV size and function duing cardiac surgery. An intraoperative evaluation of 6 2D echocardiographic methods with real-time 3D echocardiography. Echocardiography 2013 – DOI: 10.1111/echo.12116
La frazione d’iezione è in assoluto il parametro più valutato ma come abbiamo visto è influenzata da precarico, postcarico, frequenza cardiaca e geometria VS. L’ecocardiografista in terapia intensiva, oltre a guardare lo schermo dell’ecocardiografo, deve anche guardare il monitor con l’ECG, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa del paziente. La frazione d’iezione deve essere biplana, calcolata con il metodo dei dischi di sommazione di Simpson. Difficile avere il tempo e la logistica a disposizione per un esame 3D, maa se possibile, meglio.
Per contro una analisi monoplana, limitata alla proiezione 4- o 2-camere, non è sufficiente, specialmente in un paziente con cardiopatia ischemica, ma non solo. Non dovrebbero essere più utilizzati metodi ormai parte della storia dell’ecocardiografia come quelli lineari. Sono necessari pochi minuti per eseguire una frazione d’eiezione biplana riproducibile, da cui oggi dipendono molte decisioni in cardiologia. Come già detto frazione d’eiezione e gittata sistolica sono due informazioni complementari ed andrebbero sempre rilevate assieme.
Parliamo adesso della metodologia: il rispetto di una corretta metodologia è fondamentale, perché stabilisce se la votra frazione d’eieizone è accurata e riproducibile.
In Figura 10A vedete una frazione d’eiezione che potrebbe essere intorno al 60%. In Figura 10B una frazione d’eiezione intorno al 35-40%.
In realtà questo è lo stesso paziente con misure eseguite a distanza di pochi minuti, con medesimo precarico, postcarico e frequenza cardiaca, ed è anche un caso reale:
è un paziente con una protesi aortica con diversi esami eseguiti nel follow-up post-cardiochirurgico (quindi siamo in tema). Qual è la differenza tra le due immagini e quale è la frazione d’eiezione corretta ?

Guardate l’aia cardiaca di questo paziente in Figura 11, quella che include tutte e quattro le camere cardiache. QL’, aia cardiaca a sinistra è circolare, mentre l’ aia a destra è ovale: geometria da pallone da calcio versus geometria da pallone da rugby, che è l’unica corretta. La geometria dell’aia cardiaca non è quasi mai una sfera, anche nelle cardiopatie dilatative importanti, è quasi sempre ovale.
Questo è anche un modo per controllare in una registrazione se l’esame è stato eseguito correttamente: se la geometria è stata registrata scorretta, questo significa che all’operatore mancano le basi, e l’intero esame è opinabile.


Nell’imaging scorretto l’operatore aveva posizionato il trasduttore sotto l’aerola mammaria (Figura 12A), presupponendo che lì sotto vi fosse l’apice cardiaco, che invece è quasi sempre posizionato più lateralmente sulle linee ascellari anteriore o media (Figura 12B), soprattutto nei cuori dilatati, e nei brachitipi. Mentre nei soggetti giovani longilinei allora si l’apice cardiaco è situato sotto l’areola mammaria.
Importante anche l’osservazione che l’apice del VS è appuntito, non arrotondato, ad eccezione delle cardiopatie dilatative. Nel corso della sistole le pareti apicali contrapposte si avvicinano, si accollano. Se questo non succede è possibile che la posizione del nostro trasduttore non sia sul vero apice VS.