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Stima del rilasciamneto VS con tachicardia sinusale

Figura 29 - Doppler pulsato mitralico con tachicardia (A) e dopo massaggio del seno carotideo (B)
Figura 29 – Doppler pulsato mitralico con tachicardia (A) e dopo massaggio del seno carotideo (B)

E se il paziente si presenta tachicardico con un profilo mitralico cosiddetto di “sommazione” (onde E ed A sovrapposte) (Figura 29 A) ?

In questo caso è fondamentale rallentare il ritmo per esempio con un classico massaggio del seno carotideo:

questo ci permette di rivelare la sottostante fisiologia da alterato rilasciamento (Figura 29 B) e non confondere il profilo da sommazione (A) con uno da fisiologia restrittiva (specie se la traccia ECG è assente).

Figura 23c

Figura 29 C – Doppler pulsato del flusso venoso polmonare.

La possibilità di registrare il flusso venoso polmonare (Figura 29 C) ci permette di rivelare che la fisologia atriale sinistra è normale, in quanto l’onda sistolica (S) è prevalente: osservate il punto di inizio protosistolico di questa onda solo apparentemente monofasica, che raggiunge il picco in sistole e l’accenno in diastole di una seconda onda più piccola (D). Questo per spezzare una lancia in favore dell’utilità di saper registrare il flusso venoso polmonare nell’esame di routine.

In Figura 30 ecco la stessa situazione in corso di registrazione del Doppler pulsato tessutale dell’annulus mitralico: il massaggio del nodo del seno permette di fare “emergere” dal profilo diastolico basale con onde di sommazione (Figura 30 A e C) l’onda e’ (Figura 30 B e D) e dimostrare la presenza di un prolungato rllasciamento VS.

Vorrei inoltre farvi notare come l’onda presente durante sistole isovolumica (freccia bianca) possa essere confusa con l’onda a’, in assenza di traccia ECG. La traccia ECG va registrata sempre !

Figura 30 -  Doppler pulsato annulus mitralico
Figura 30 – Doppler pulsato annulus mitralico

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