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Stima del rilasciamento VS

Figura 14 - Esempi di stima del rilasciamento VS utilizzando il Doppler tessutale dell'annulus mitralico
Figura 20 – Esempi di stima del rilasciamento VS utilizzando il Doppler tessutale dell’annulus mitralico

Bene, abbiamo visto gli algoritmi che ci permettono di stimare le pressioni di riempimento, ed abbiamo visto come integrare i nostri indici per arrivare a determinare il Grado / Stadio di disfunzione diastolica. Ma come stimiamo separatamente i 2 principali determinanti della funzione diastolica: rilasciamento e complianza di camera VS ?

Vediamo la stima del rilasciamento VS: l’indice principale è il picco e’ Doppler tessutale dell’annulus mitralico, a supporto misuriamo il tempo di decelerazione dell’onda E mitralica. In Figura 20 A e B vedete un Doppler tessutale in un caso di stenosi aortica con ipertrofia settale e normale frazione d’eiezione: l’e’ settale è marcatamente ridotto (4 cm/s) mentre l’e’ laterale è normale (10 cm/s), e la media indica un rilasciamento “globale” VS ridotto (7 cm/s). Notate anche le velocità sistoliche s’ ridotte, che corrispondono ad uno strain sistolico longitudinale (indice più attendibile) ridotto.

Notate anche l’ottimale qualità del segnale: lo notate da due fattori, prima di tutto la curva modale del profilo ben delineata e stretta, come deve essere un Doppler pulsato campionato come si deve; inoltre, la presenza di due distinti picchi sistolici (s’1 e s’2).Se la curva modale non è ben delineata, l’esame è di bassa qualità e potrebbe essere non attendibile. E’ importante analizzare l’attendibilità dell’esame: se non è attendibile, va rifatto. Va anche detto che il Doppler tessutale ha un grande limite: esplora solo due punti, laterale e settale, come stime del rilasciamento di tutto il miocardio. E’ quindi importante valutare se il risultato che otteniamo è “spendibile”. Se siamo per esempio in presenza di una cicatrice basale laterale, l’esame non potrà stimare il rilasciamento medio VS.
In Figura 20 C e D un paziente con cardiomiopatia dilatativa con moderata riduzione della frazione d’eiezione e lieve incremento delle pressioni di riempimento VS: in questo caso documentiamo un marcato prolungamento del rilasciamento (e’ medio= 4.5 cm/s), sempre con un segnale qualitativamente ottimale.

Figura 15 - Esempi di stima del rilasciamento VS utilizzando il Doppler pulsato del flusso transmitralico ed il Doppler tessutale dell'annulus mitralico
Figura 21 – Esempi di stima del rilasciamento VS utilizzando il Doppler pulsato del flusso transmitralico ed il Doppler tessutale dell’annulus mitralico

In Figura 21 due esempi di gradi diversi (B e C) di prolungamento del rilasciamento VS: lieve e severo. Dall’alto in basso: profilo di flusso transmitralico, Doppler tessutale dell’annulus laterale e mediale.
In A, per confronto, una fisiologia normale.

Man mano che rallenta il rilasciamento rapido VS, vediamo decrescere la velocità con cui decelera l’onda E mitralica, e quindi incrementare il tempo di decelerazione. Rispetto ad un valore di 225 ms nella fisiologia normale, il tempo di decelerazione incrementa a 281 (B) e poi 349 ms (C). Notate che il picco dell’onda E rimane normale, intorno ai 70 cm/s, anche nel paziente con marcato incremento del rilasciamento (C): questo indica una gittata sistolica normale od aumentata, o la presenza di rigurgito mitralico significativo (non è il caso di questo paziente), oppure un incremento della pressione atriale sinistra con incremento del gradiente atrio-ventricolare proto-diastolico durante riempimento rapido. E’ quindi importante ricordare che i determinanti dell’onda E transmitralica non dipendono solo dal rilasciamento ma in prima istanza dal gradiente atrio-ventricolare ed anche dalla gittata.

L’indice al momento più attendibile per misurare rapidamente il rilasciamento in ecocardiografia è la velocità di picco dell’onda e’ del Doppler tessutale mitralico.

Il paziente con lieve prolungamento del rilasciamento VS (B) ha un valore medio di e’= 6 cm/s con rapporto E/e’= 11, mentre il paziente con marcato prolungamento del rilasciamento VS (C) mostra un valore medio di e’= 3.3 cm/s ed un rapporto E/e’= 24. Siamo in presenza quindi di un aumento delle pressioni di riempimento VS e di un Grado di disfunzione diastolica= Ib (di cui abbiamo già detto qui: Figura 17), e quindi in questo caso il picco E mitralico preservato in presenza di severo prolungamento del rilasciamento è secondario all’aumento del gradiente atrio-ventricolare. Per quanto riguarda la valutazione del Grado di disfunzione diastolica del paziente con lieve alterazione del rilasciamento (B), questa fisiologia la diagnostichiamo come nei limiti della norma se in soggetto >60 anni, ma patologica in un soggetto più giovane – in questo caso la troveremmo associata p.e. ad un quadro ipertensivo, ad una ipertrofia VS ad una cardiopatia ischemica cronica.

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