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Razionale di utilizzo del rigurgito polmonare

Figura 08a -  Relazione tra pressione di cuneo capillare polmonare e pressione polmonare diastolica stimata con ecocardiografia
Figura 17 A – Relazione tra pressione di cuneo capillare polmonare e pressione polmonare diastolica stimata con ecocardiografia
Figura 08b -Algoritmo proposto per la stima della pressione di cuneo capillare polmonare che integra l'utilizzo della misurazione della pressione diastolica polmonare
Figura 17 B – Algoritmo proposto per la stima della pressione di cuneo capillare polmonare che integra l’utilizzo della misurazione della pressione diastolica polmonare

Barbier et al. Estimation of increased pulmonary wedge pressure by an algorithm based on noninvasively measured pulmonary diastolic pressure in cardiac patients independent of left ventricular ejection fraction. Echocardiography 2020 DOI: 10.1111/echo.14581

Per i motivi menzionati, ma soprattutto per cercare di rendere veloce ed al tempo stesso più accurata ed inclusiva l’analisi Diastologica, abbiamo elaborato alcuni anni fa un algoritmo complementare, basato su un indice tanto semplice quanto antico: la misura con Doppler continuo della pressione diastolica polmonare mediante: il gradiente telediastolico del rigurgito valvolare polmonare. Potete scaricare il pdf del lavoro pubblicato su Echocardiography da questa pagina del sito web.

Perché il rigurgito polmonare ? Il gradiente telediastolico del rigurgito polmonare permette di misurare il gradiente di pressione telediastolico tra arteria polmonare e ventricolo destro. Se a questo gradiente aggiungiamo la pressione atriale destra (in assenza di stenosi, valvuloplastica o protesi tricuspidalica) otteniamo la pressione diastolica polmonare, perché in telediastole la pressione atriale destra è uguale alla pressione ventricolare destra. La letteratura classica ci dice che la pressione diastolica polmonare correla bene con la pressione di cuneo capillare polmonare, ad eccezione dei pazienti con resistenze polmonari aumentate da moderatamente a severamente. In questi pazienti è interrotta la continuità tra la pressione atriale sinistra e la pressione diastolica polmonare.
Quindi, il gradiente telediastolico polmonare ci permette di stimate direttamente e velocemente la pressione di cuneo capillare polmonare e quindi indirettamente la pressione atriale sinistra – stante le eccezioni menzionate – come potete vedere dal grafico in Figura 17 A.

Vediamo l’algoritmo (Figura 17 B): se troviamo un gradiente >12 mmHg, sappiamo subito che la pressione atriale sinistra è aumentata; se invece il gradiente è ≤12 mmHg, aggiungiamo la misura di questi 3 indici (inclusi nalle Raccomandazioni 2016): picco di velocità del rigurgito tricuspidalico, rapporto E/A mitralico e volume atriale sinistro biplano indice. Sono tutti indici che dobbiamo oblligatoriamente raccogliere nel corso del nostro esame ecocardiografico standard. Sia che troviamo pressioni di riempimento normali che aumentate, implementiamo i parametri del profilo di flusso transmitralico e Doppler tessutale per definire il Grado / Stadio di disfunzione diastolica. Anche questo approccio è presente nel foglio di calcolo che trovate qui sul sito echobyweb. La praticità di questo approccio è evidente: all’inizio dell’esame, in proiezione parasternale asse corto si può stimare subito la pressione atriale sinistra, per poi procedere con un’analisi più particolareggiata della disfunzione diastolica nelle proiezioni apicali.
E voi mi chiederete, ma se questa proposta di analizi è così semplice e pratica, perché non è menzionata nella Raccomandazioni, fin dalle prime del 1996 ? La risposta è nelle critiche dei Revisori al nostro lavoro: gli americani – e non solo loro – non credono alla fattibilità del rigurgito polmonare, sono fermi ad un 60% circa pubblicato molti anni fa. A noi risulta invece una fattibilità superiore all’85%, specie con le apparecchiature più moderne; inoltre, la curva di apprendimento è rapida.

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