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Le pressioni di riempimento VS

Figura 03a -Le diverse pressioni di riempimento VS
Figura 3A – Le diverse pressioni di riempimento VS
Figura 03b - Le diverse pressioni di riempimento VS

Figura 3B – Le diverse pressioni di riempimento VS

Bene, stabilito che gli obiettivi pratici dell’analisi ecocardiografica della funzione diastolica VS sono la stima di pressioni di riempimento, rilasciamento e complianza di camera VS, vediamo cosa sono le pressioni di riempimento VS. Perché si utilizza il termine “pressioni di riempimento”, al plurale ? Perché vengono definite diverse pressioni di riempimento, “localizzate” in punti diversi del continuum pressorio tra il circolo polmonare venoso e la telediastole VS. Perché è importante per un ecocardiografista discriminare tra queste diverse pressioni? Perché i nostri diversi “indici diastolici” ecodoppler stimano in effetti pressioni di riempimento localizzate in punti diversi di questo circuito.

A monte del circuito polmonare visualizzato nelle Figure 3A e 3C, abbiamo la pressione diastolica polmonare (A), a cui segue la pressione di cuneo capillare polmonare (B); più a valle in atrio sinistro abbiamo la pressione media atriale sinistra (C), quindi in cavità VS abbiamo la pressione proto-diastolica (D) ed in telediastole le pressioni telediastolica pre-A (E) e telediastolica propriamnete detta (F): in tutto qundi sono 6 diversi valori di pressioni di riempimento VS.

Figura 03c - Emodinamica non invasiva ecocardiografica
Figura 3C – Emodinamica non invasiva ecocardiografica

A quali indici ecodoppler corrispondono (Figura 3C) ? La pressione diastolica polmonare la misuriamo direttamente, come vedremo, e questa misura ci fornisce la prima stima (indice) della pressione di cuneo capillare polmonare. Quest’ultima assieme alla pressione media atriale sinistra (sono strettamente correlate) sono anche stimate dalla diastologia classica come l’integrazione dei profili di flusso transmitralico e venoso polmonare e dall’indice E/e’ (integrando flusso transmitralico e Doppler tessutale dell’annulus mitralico). Attenzione perché l’indice E/e’ correla in alcuni lavori anche con la pressione telediastolica propriamente detta, il che contribuisce alla confusione conoscitiva che spesso accompagna questi indici, perché la pressione atriale sinistra media e la pressione telediastolica VS possono essere alterate indipendentemente in diverse patologie. La pressione media atriale sinistra può anche essere misurata integrando velocitò di picco del rigurgito mitralico e pressione arteriosa sistolica sfigmomanometrica.

La pressione telediastolica pre-A (Figura 3B) è invece stimata dalla differenza di durata dell’onda A retrograda (flusso venoso polmonare) ed anterograda (flusso transmitralico). La pressione protodiastolica è invece misurata solo in ricerca è non è stimabile noninvasivamente, ma è un deterinante importante del picco E protodiastolico transmitralico.
Queste distinzioni sono importanti in clinica ? Si, lo sono. Ad esempio, in un rigurgito mitralico la pressione atriale sinistra può aumentare mentre la pressione telediastolica VS è ancora normale. In un paziente con HFrEF, è frequente che nel corso della progressione della patologia aumenti prima la pressione atriale sinistra media e solo più tardivamente la pressione telediastolica VS. In una cardiomiopatia restrittiva possiamo avere una elevazione della pressione telediastolica VS mentre la pressione atriale è ancora normale è ancora normale.

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