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Stima della complianza dicamera VS

Figura 16a -  Esempi di profili di flusso transmitralico normale (A), con rilasciamento prolungato (A), con complianza ridotta (B) e concomitanza di severo prolungamento del rilasaciamento e riduzione della complianza di camera (C). In D: esempi di curve pressione-volume normale (nera), e diversi gradi di riduzione della complianza di camera VS (blu e rossa)
Figura 16A – Esempi di profili di flusso transmitralico normale (A), con rilasciamento prolungato (A), con complianza ridotta (B) e concomitanza di severo prolungamento del rilasaciamento e riduzione della complianza di camera (C). In D: esempi di curve pressione-volume normale (nera), e diversi gradi di riduzione della complianza di camera VS (blu e rossa)

La complianza di camera VS è un determinante decisamente più difficile da valutare, specie se non siamo in presenza di un classico quadro di fisiologia “restrittiva” (Stadio III di disfunzione diastolica).

Nella maggioranza dei pazienti (ma non tutti) osserviamo il profilo esemplificato in Figura 16 B ed E, o Figura 12 (Stadio III). Tuttavia, è possibile essere in presenza di una marcata riduzione della complianza di camera VS anche in presenza del profilo esemplificato in Figura 16 C e Figura 20A. Questo profilo all’apparenza è simile ad un profilo da isolato prolungamento del rilasciamento, ma in realtà il tempo di decelerazione è ridotto e l’onda A non è incrementata rispetto ad un teorico “basale”, secondariamente all’aumentata pressione telediastolica VS, che è anche il post-carico della funzione sistolica atriale.

Figura 16b -  Esempio di profilo transmitralico con fisiologia "restrittiva" da riduzione della complianza di camera VS
Figura 16E – Esempio di profilo transmitralico con fisiologia “restrittiva” da riduzione della complianza di camera VS
Tabella 02
Tabella 2

Comunque, nella maggioranza dei pazienti come appena detto, la ridotta complianza di camera VS è indicata (Figura 16E) dalla associazione di un incremento del picco E mitralico, una riduzione del tempo di decelerazione, una riduzione o “non incremento” del picco A mitralico, un integrale tempo-velocità totale del proflilo transmitralico ridotto, una riduzione della durata del rilasciamento isovolumico (misurato p.e. con il Doppler pulsato a cavallo di influsso ed efflusso VS). E, naturalmente, un incremento della stima della pressione diastolica polmonare, in quanto siamo sempre in presenza di un incremento delle pressioni di riempimento VS.

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